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Protocollo di intesa sul settore idrocarburi Chieti

17 Gennaio 2011



Protocollo di intesa sul settore idrocarburi
tra
Confindustria Chieti
e
le OO.SS Provinciali CISL UIL UGL

Il giorno 17 gennaio 2011 presso la sede di Confindustria Chieti si sono incontrati:

il Presidente di Confindustria Chieti Paolo Primavera;
il Segretario provinciale della CISL Leo Malandra;
il Segretario Provinciale della UIL Antonio Cardo;
il Segretario Provinciale della UGL Leonardo De Gregorio.

Le parti,
premesso

Che in Abruzzo circa trenta aziende, ubicate prevalentemente in provincia di Chieti e significativamente nell'area di Ortona, lavorano direttamente nel settore della ricerca ed estrazione di petrolio e gas, ed occupano oltre 2000 lavoratori;

Che si tratta di un tessuto industriale caratterizzato dalla presenza di grandi aziende di provenienza nazionale e/o internazionale, le quali dispongono di manodopera e tecnologie di alto profilo che nel nostro territorio hanno apportato notevole valore aggiunto in termini di professionalità e cultura d'impresa e che costituiscono in diversi casi la rappresentanza in Italia sia per il territorio nazionale che per l'intero bacino Adriatico ed anche per l'intero Mediterraneo;

Che l'indotto da occupazione a circa ulteriori quattromila addetti, ed è costituito da numerose piccole e medie imprese di proprietà di imprenditori locali (aziende meccaniche, impiantistiche, di autotrasporto, laboratori chimici e di analisi ambientali, operatori portuali, imprese erogatrici di servizi, ricettive ecc...)

Che queste Imprese sono insediate per gran parte nella provincia di Chieti, ma riescono a lavorare anche fuori regione e fuori d'Italia in virtù delle professionalità acquisite;

Che si tratta di un tessuto di imprese sano, ma che sta risentendo pesantemente del blocco degli investimenti causato dal movimento di opinione che si è creato attorno al tema del no al petrolio;

Che questa presenza significativa è legata alla lunga storia delle attività estrattive sul nostro territorio, che avuto inizio in Abruzzo nel 1935 con la scoperta del primo giacimento italiano di olio avvenuta ad Alanno (Pe).

Che da sempre, la grande professionalità dei tecnici e il rispetto assoluto delle rigide norme di sicurezza, hanno permesso di generare sviluppo senza traumi per l'ambiente.

Che il territorio regionale (kmq 10.793) è interessato da permessi di ricerca attivi per una superficie pari al 27% (kmq 2958,49, in progressiva diminuzione) circa, la superficie occupata da concessioni di coltivazione è pari al 4,5%, (kmq.491) mentre quella effettivamente occupata da impianti è dello 0,01% pari a 1,26 kmq, con 15 pozzi produttivi, 90 di stoccaggio e 6 centri di raccolta e trattamento (stoccaggi, "centri oli" e simili).

Che la situazione di stallo nella concessione di nuovi permessi sta portando ad una progressiva riduzione dell'attività di perforazione, rendendo meno appetibile la permanenza delle imprese sul territorio;

Che la storia passata e la ricerca ed applicazione di tecnologie sempre più sviluppate portano a ritenere che questo settore produttivo sia all'avanguardia per l'attenzione all'ecosistema ed alla sicurezza;

Che la consolidata storia di convivenza tra settore idrocarburi e Abruzzo Regione dei Parchi evidenzia che sia possibile un proficuo rapporto tra i due settori;

Che l'Unione Europea si è data, con la Strategia di Lisbona l'obiettivo di un uso del 20% di energia da fonte rinnovabile per 2020, e che quindi si ipotizza che per ancora 50 anni sarà necessario il ricorso a risorse energetiche provenienti da fonti fossili;

Che circa il 70% dei traffici del Porto di Ortona si basano su attività legate al settore e che su di esso è prevista la realizzazione di ulteriori investimenti pubblici per circa €100.000 mln, destinati a rendere più efficienti sia l'infrastruttura che i servizi, che risulterebbero inefficaci in caso di riduzione delle attività del settore;

Che la Legge Regionale n. 48 del 9.11.10 e il Decreto Legislativo n. 128/10 del Governo Nazionale hanno introdotto norme restrittive che riducono significativamente la possibilità di sviluppare le attività Upstream nella regione Abruzzo

Che Confindustria e Sindacati, in quanto rappresentanti di tutti i settori di attività economica presenti sul territorio teatino, sostengono la necessità di uno sviluppo sostenibile in tutte le componenti individuate nella Strategia di Lisbona: Economica, Ambientale e Sociale e che pertanto nelle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi sarà necessario sviluppare un dialogo più stretto con le istituzioni e i rappresentanti della società civile;

Che, infine, in virtù delle caratteristiche del territorio teatino, caratterizzato da una forte e qualificata presenza di imprese agroalimentari di qualità e da una crescente presenza turistica, le attività di ricerca ed estrattive dovranno avere alla base una attenzione diversa e più forte rispetto alla norma nei confronti del territorio, focalizzandosi sui temi del dialogo e della sostenibilità.

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
LE PARTI CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE

Le premesse di cui sopra costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto.

ART. 1 - Finalità e obiettivi

Il presente protocollo d'intesa ha l'obiettivo di sviluppare azioni congiunte tra Confindustria Chieti ed i Sindacati della provincia, finalizzate alla salvaguardia occupazionale attraverso la valorizzazione del settore up-stream nel territorio di Chieti, in un'ottica di sviluppo sostenibile e compatibile con le altre attività economiche.

ART. 2 - Linee d'azione

1. Le Parti, ai fini di cui all'articolo 1, convengono di attuare il presente protocollo d'intesa implementando specifiche linee d'azione così definite:

• Promuovere la ricerca e la coltivazione delle risorse energetiche del sottosuolo per il pieno utilizzo delle potenzialità territoriali estrattive di idrocarburi liquidi e gassosi, in un'ottica di conservazione e di sviluppo dell'occupazione, anche attraverso azioni congiunte nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche tese a rimuovere gli attuali blocchi autorizzativi.

• Definire in accordo tra le parti, in collaborazione con le imprese operanti nel settore e le comunità locali, criteri e linee guida per la tutela dell'ambiente, il miglioramento della sicurezza (anche attraverso la realizzazione di audit periodici presso gli impianti fatti da tecnici indipendenti)e la costruzione di un dialogo trasparente con il territorio.

• Promuovere lo sviluppo di attività di informazione e formazione in materia di sicurezza mineraria in collaborazione con Università ed Enti Locali.

• Promuovere e sviluppare attività di comunicazione verso le comunità locali circa il ruolo delle attività minerarie nella società ed il loro apporto allo sviluppo economico, nonché sviluppare azioni di dialogo e conoscenza con la popolazione sulle specifiche attività estrattive presenti sul territorio finalizzate alla costruzione di un nuovo modello di relazioni territoriali.

• Promuovere forme di accordo volontario con le Imprese i cui processi produttivi generano emissioni rilevanti di CO2 e collaborazioni con Poli di Innovazione, Istituti di ricerca e Università per lo sviluppo di interventi tecnologici innovativi

ART. 3 - Modalità di attuazione

Il presente protocollo d'intesa verrà attuato mediante la redazione di progetti specifici definiti per singole azioni, nonchè attraverso la partecipazione congiunta e condivisa ai tavoli istituzionali.

Confindustria Chieti - Paolo Primavera _______________________________________

CISL - Leo Malandra __________________________________________________

UIL - Antonio Cardo ___________________________________________________

UGL - Leonardo De Gregorio_____________________________________________


Letto, confermato e sottoscritto in Chieti il 17 gennaio 2011


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