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ORA TOCCA ALLA REGIONE APRIRE UN CONFRONTO CON FIAT
13 Luglio 2005
I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Abruzzo hanno parlato con Fiat Auto e Sevel delle prospettive di un più forte radicamento di Fiat in Abruzzo
Obiettivo: sviluppare una quota maggiore di indotto in Abruzzo; localizzarne una parte nelle zone interne, a cominciare da Sulmona; integrare questa realtà industriale nel mondo della Scuola; adeguare le infrastrutture.
Nota stampa della Uil Abruzzo - 13 luglio 2005
Un incontro significativo, quello che si è svolto martedì 12 luglio presso l'Associazione degli Industriali di Chieti, per l'appuntamento di verifica dell'accordo Sevel dello scorso 13 maggio. Inconsueta la composizione del "tavolo": da un lato la Fiat Auto e la Sevel; dall'altro, insieme con le organizzazioni sindacali di categoria e la Rsu, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Abruzzo. Il confronto è andato al di là dei tradizionali temi, per soffermarsi sulle prospettive del rafforzamento dei legami tra Sevel (e Fiat nel suo complesso) e la realtà regionale.
L'azienda ha fornito un'ampia illustrazione della situazione Sevel, alla vigilia del lancio del nuovo modello, previsto per il 2006. A queste informazioni, se ne sono aggiunte altre, che il sindacato da tempo sollecitava, sull'indotto sviluppato da Sevel.
Sevel è nata nel 1978 da un accordo tra Fiat e la Francese PSA, accordo rinnovato nel 2002 fino a tutto il 2017. La produzione è stata avviata nel 1981. Al 30 giugno di quest'anno, dallo stabilimento di Atessa sono usciti quasi 3 milioni di furgoni (2.977.890 per l'esattezza). Il veicolo viene prodotto in 3.000 versioni e viene commercializzato dalle case madri. Nel segmento più importante, Ducato, Boxer e Jumper, tutti prodotti in Atessa, il veicolo leggero di Sevel è primo in Europa, seguito dal Transit della Ford. Gli occupati sono 5.082, cui vanno aggiunti 350 lavoratori somministrati e 160 distaccati da altre unità Fiat Auto. Le donne sono il 20%: un dato estremamente significativo. L'indotto che opera dentro lo stabilimento conta altri 560 addetti. L'indotto in Val di Sangro occupa 1.269 lavoratori. Altri 100 addetti circa sono previsti in tre nuovi insediamenti in via di realizzazione. Le forniture di primo livello indirizzate su Sevel provengono per il 35% dalle aree di insediamento Fiat Auto del Centro-Sud (Cassino; Pomigliano; Melfi). Val di Sangro ne copre il 5,7%. Ulteriori importanti forniture per Sevel vengono da altre realtà industriali rilevanti ubicate in Abruzzo, dalla Pilkinton di San salvo allo stabilimento di Sulmona, per cui la fetta di indotto sviluppato in regione è più ampia di quanto non dica quel 5,7%, ma, a nostro giudizio, ancora ridotta rispetto alle potenzialità. Per questo motivo, abbiamo colto l'occasione dell'incontro per rivolgere direttamente a Fiat Auto la richiesta di essere disponibile per un confronto regionale sui seguenti obiettivi: sviluppare una quota maggiore di indotto in Abruzzo; localizzarne una parte nelle zone interne, a cominciare da Sulmona, e in altre aree in regresso industriale; integrare questa realtà industriale nel mondo della Scuola; adeguare le infrastrutture, a partire dal trasporto su rotaia e via mare. Di questo tema abbiamo già avuto modo di parlare con la nuova Giunta Regionale, per cui ci auguriamo che presto la massima Istituzione regionale inviti, insieme con le confederazioni sindacali, la Fiat a questo confronto complessivo sulla sua presenza nella regione, dalla Val di Sangro alla Valle Peligna.
La Sevel, la più grande azienda d'Abruzzo, è raramente presente sulle pagine regionali dei nostri quotidiani: il più delle volte, le vicende che la riguardano sono trattate in cronaca locale di Lanciano. Lo stabilimento di Sulmona, una delle poche aziende industriali rimaste in piedi dopo il durissimo processo di de-industrializzazione subito nella provincia dell'Aquila, è a sua volta oggetto di attenzione a livello di cronaca locale. La nostra convinzione è che sia giunta l'ora che le Istituzioni, la società e l'opinione pubblica abruzzesi acquistino maggiore consapevolezza dell'importanza che rappresenta la risorsa Fiat per noi, e si propongano di integrarla più e meglio nella realtà regionale ai diversi livelli, a partire dalla Scuola. A sua volta, è giunta l'ora, a nostro giudizio, che Fiat si ponga l'obiettivo di mettere radici più forti in Abruzzo: dopo un lungo fidanzamento, è maturo il passo del matrimonio.
Per la Uil Abruzzo, il segretario generale
(Roberto Campo)